50 anni dopo, Schio torna a Coia di Tarcento: una delegazione scledense alle celebrazioni per il terremoto del Friuli

15 cittadini hanno consegnato alla comunità friulana la lettera del sindaco Cristina Marigo, a ricordo dei giovani volontari scledensi che nell'estate del 1976 parteciparono alla ricostruzione.
Data:

15/08/2026

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Il 6 maggio 1976 è una data rimasta impressa nella memoria (anche) di molti scledensi. Dopo il terremoto che colpì il Friuli, un gruppo di giovanissimi volontari legati all'Operazione Mato Grosso, grazie anche ai contatti con il giovane allora militare, poi congedato, Sandro Liussi, di Coia di Tarcento, organizzò una grande mobilitazione per portare aiuto alla popolazione. Attraverso la raccolta di carta, stracci e ferro, e con il sostegno di centinaia di cittadini di Schio, furono raccolte le risorse necessarie per allestire un campo di lavoro. Per tutta l'estate del 1976, i volontari si alternarono a Coia, con una presenza che arrivava a 80-100 giovani, impegnati nelle case e accanto alle famiglie come manovali, nell'assistenza agli anziani e in tutto ciò che serviva. Una presenza significativa, anche dal punto di vista morale, che si è estesa fino a settembre, in occasione della successiva sequenza di scosse.
Avevano in gran parte tra i 15 e i 20 anni: poca esperienza, ma grande energia e voglia di rendersi utili. Un'esperienza che contribuì non solo alla ricostruzione materiale, ma anche a creare un rapporto umano destinato a durare nel tempo. Oltre ai giovani di Mato Grosso, molti altri scledensi prestarono il proprio aiuto per la ricostruzione: gruppi parrocchiali, amici e conoscenti che, negli anni successivi, si aggiunsero a quella prima squadra di volontari. Molti tornarono anche nel 1977 e negli anni successivi, mantenendo vivi amicizie e legami con le famiglie del paese.

A cinquant'anni dal terremoto, una delegazione di 15 scledensi è tornata a Coia il secondo weekend di agosto 2026 per le celebrazioni del cinquantesimo anniversario, partecipando a un incontro conviviale, alla Messa e a un percorso espositivo dedicato a quei mesi. Alcuni hanno anche ritrovato gli amici e le famiglie conosciuti allora. Durante la due giorni, i rappresentanti scledensi hanno incontrato sia l'attuale sindaco di Tarcento, Mauro Steccati, sia Giancarlo Cruder, nato proprio a Tarcento e in seguito presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia dal 1996 al 1998: un legame, quello con Cruder, nato ben prima della sua carriera politica, grazie alla sua presenza attiva a Coia negli anni della ricostruzione.
La comunità di Coia ha voluto ringraziare i volontari per "non averci lasciati soli nei giorni più bui" e per aver contribuito a riaccendere la speranza. In occasione della ricorrenza, la delegazione scledense ha consegnato alla comunità friulana anche una lettera del sindaco Cristina Marigo, nella quale il primo cittadino ha ricordato come quella mobilitazione, che vide protagonisti anche i cittadini di Schio insieme all'Associazione Mato Grosso, alle istituzioni e al tessuto associativo, rappresenti ancora oggi "un patrimonio da custodire e trasmettere alle nuove generazioni". Nel messaggio, Marigo ha sottolineato come l'esperienza di allora abbia insegnato che "nei momenti più difficili una comunità non è mai sola, quando prevalgono il senso di responsabilità, la collaborazione e la solidarietà", auspicando che l'amicizia nata cinquant'anni fa tra Schio e Coia possa "continuare e consolidarsi negli anni".

A cura di

Ufficio Segreteria del Sindaco

L'ufficio svolge tutte le funzioni inerenti alle pratiche e la gestione degli appuntamenti che interessano la figura del Sindaco

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Data di scadenza

30/08/2026

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 14/08/2026 12:55

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