Descrizione
Il 20 novembre scade il termine entro cui le attività di Schio con locali al piano terra, seminterrati o sotterranei devono aver effettuato la misurazione della concentrazione di radon. È la data fissata dalla normativa per le imprese già esistenti e, poiché la misurazione dura un anno, chi non l'ha ancora avviata deve attivarsi subito. Per le nuove attività, invece, l'obbligo scatta al momento dell'apertura.
Schio, con quasi 39mila abitanti, è il Comune più grande tra i 21 classificati come aree prioritarie, quelli in cui si stima che almeno il 15% degli edifici superi il livello di riferimento di 300 becquerel per metro cubo. Nell'elenco, approvato dalla giunta regionale lo scorso anno, ci sono anche Valdagno e Valli del Pasubio, e la provincia di Vicenza è la più rappresentata, con sette Comuni. Per informare i datori di lavoro sugli adempimenti, il Comune ha aderito alla campagna regionale “Radon, non si vede ma si misura”.
Il radon è un gas radioattivo di origine naturale, incolore e inodore, che deriva dal decadimento dell'uranio presente nel suolo e nelle rocce. Risale dal terreno ed entra negli edifici attraverso crepe, giunti e passaggi delle tubazioni, accumulandosi nei locali più vicini al suolo. All'aperto si disperde rapidamente; al chiuso, invece, può raggiungere concentrazioni elevate. Inalato, penetra fino agli alveoli polmonari e nel tempo può favorire l'insorgenza di patologie.
Il materiale informativo predisposto dalla Regione, un pieghevole e un volantino per i datori di lavoro, è disponibile insieme agli approfondimenti sul portale https://salute.regione.veneto.it/organizzazione-sssr/attività--del-servizio-socio-sanitario-veneto/prevenzione,-sicurezza-alimentare,-veterinaria/ambiente-e-salute/sicurezza/radon e sul sito di Arpav.