Pio Penzo “torna" alle Piane: domenica si inaugura il percorso tra i luoghi dell'artista

Undici tappe, undici incisioni, una cartoguida: domenica 31 maggio prendono il via le celebrazioni per il centenario della nascita dell’incisore scledense. A giugno la grande mostra antologica al Lanificio Conte.
Data:

29/05/2026

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  • Comunicato stampa

Descrizione

Si chiama “Percorso Pio Penzo” e da domenica 31 maggio è percorribile tra le contrade di Piane di Schio: 7,3 km, undici tappe, undici incisioni dell’artista riportate nei luoghi in cui erano nate. Un modo per celebrare i cent’anni dalla nascita di uno degli incisori italiani più significativi del Novecento.

L’inaugurazione è alle ore 9.15 in Piazza di Piane; alle 10.00 partirà la passeggiata guidata con lo svelamento delle edicole e il commento delle opere. Il percorso è classificato come facile, con un dislivello di 293 metri e una durata stimata di circa due ore e mezza. Per orientarsi è disponibile una cartoguida con la mappa completa.

La partenza dalla piazza di Piane è già un momento speciale: ad accogliere i visitatori c’è il volto di Pio Penzo realizzato in rete metallica dagli artisti Gianni Cucovaz e Alessandro Pocaterra su idea di Ennio Santacatterina. La prima edicola è posta a contatto con l’imponente campanile eretto nel 1940.

Da lì il percorso si snoda tra scorci di rara bellezza: la prima chiesetta di Piane eretta nel 1665, un bellissimo lavatoio in pietra al bivio dei “Bravi”, i boschi con le vedute sulle montagne circostanti. A Cogole, la contrada dove Penzo nacque, la terza edicola è collocata davanti alla sua casa natale. A Reghellini si può visitare un capitello dipinto dallo stesso Penzo. Il punto più alto è a Festaro; poi si scende verso Cengia, Castellaro, il cui nome rimanda a un castello medievale distrutto nel 1207, e Sessegolo, con i suoi panorami su Schio e la pianura vicentina.

A Costalta la nona edicola offre una delle viste più suggestive: i tre campanili di Piane, Santa Maria e Sant’Ulderico allineati lungo una linea immaginaria tra cielo e terra. Il percorso si chiude attraverso la contrada Gorlini, passando accanto al piccolo cimitero dove riposa Pio Penzo, prima di tornare in Piazza Piane. Un cerchio, geografico e simbolico, che si chiude.

Le undici tappe del percorso

# Opera e anno Luogo
1 Panni al sole, 1964 Piazza Piane — punto di partenza
2 Castagno morente, 1971 Località Ruari
3 Mattino, 1953 Loc. Cogole — casa natale di Penzo
4 La casa di Gigetto, 1975 Loc. Reghellini — capitello dipinto da Livio Comparin
5 Sentiero nel bosco, 1973 Località Cengia
6 Zoccoli e zucche, 1971 Loc. Capitello — accanto a opera di Livio Comparin
7 Nebbia tra i pini, 1974 Loc. Castellaro — antico castello medievale
8 Nebbiolina, 1975 Loc. Sessegolo — panorama su Schio
9 Filari, 1969 Loc. Costalta — veduta dei tre campanili
10 Nuvole bianche, 1975 Località Costalta civico 74
11 Il Ponte, 1953 Parco giochi in Vicolo Pio Penzo, SS. Trinità

 

Il percorso è il primo atto di un programma che culminerà sabato 20 giugno con il convegno e l’inaugurazione della mostra antologica al Lanificio Conte dalle ore 17.00, con interventi del critico d’arte Siro Perin, dell’Accademico Olimpico Luca Trevisan e di Enzo Mastella. La mostra, aperta fino al 9 agosto (sabato e domenica, ore 10-13 e 16-19), presenterà circa 80 acqueforti che attraversano i grandi temi della ricerca di Penzo: i luoghi delle Piane, i boschi e la montagna, Venezia, la natura morta. In mostra anche alcune registrazioni audio in cui è la voce stessa dell’artista a raccontare la propria opera.

Commenta l’assessore alla Cultura, Marco Gianesini: Il centenario è l'occasione per riscoprire un artista che ha saputo guardare il territorio con occhi capaci di coglierne l'essenza più profonda. Pio Penzo non era un osservatore distaccato: era parte di quei luoghi e nelle sue incisioni quella profondità traspare con una forza che ancora oggi colpisce. Con questo percorso e con la mostra antologica vogliamo restituire Penzo alla città che lo ha formato, e offrire a tutti, residenti e visitatori, l'opportunità di camminare letteralmente nei luoghi che hanno ispirato la sua opera”.

 

PIO PENZO

Nato a Piane di Schio il 25 aprile 1926, Penzo si forma a Venezia con Mario Deluigi e all’Accademia con Cesco Magnolato. Ordinato sacerdote nel 1954, dedica la vita all’arte incisoria: una cinquantina di mostre personali, esposizioni in musei di oltre venti Paesi, dall’Europa al Giappone agli Stati Uniti. Muore a Vicenza il 18 luglio 1988, lasciando un corpus di opere in cui il paesaggio prealpino diventa linguaggio spirituale.

Info: museocivico@comune.schio.vi.it — tel. 0445 691343 — www.museopalazzofogazzaro.it

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Data di scadenza

29/05/2027

Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 29/05/2026 12:26

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