Descrizione
Arcadia scende in piazza per denunciare la mancanza di partecipazione, ma quando ha avuto la possibilità di contribuire al progetto non ha presentato una sola osservazione. Nessuna proposta, nessun contributo concreto. E adesso viene ad accusare il Comune di non ascoltare i cittadini?
Prima di organizzare presidi e lanciare accuse, sarebbe opportuno leggere i documenti e conoscere il progetto che si intende contestare. Perché, a giudicare da certe affermazioni, ho l'impressione che alcuni aspetti fondamentali non siano stati nemmeno compresi.
Il sindaco di Schio Cristina Marigo replica così al presidio organizzato da Arcadia davanti a Palazzo Fogazzaro contro il Piano urbanistico attuativo dell'ex Lanerossi, respingendo le accuse di mancata partecipazione e cementificazione.
“Il Piano è stato pubblicato e messo a disposizione di tutti, con la possibilità per cittadini e associazioni di esaminarlo e presentare osservazioni. Abbiamo accolto perfino osservazioni arrivate oltre i termini previsti, incontrato chi le ha presentate e lavorato con gli uffici tecnici e la proprietà per migliorare il progetto. Proprio grazie a questo confronto abbiamo ottenuto, tra le altre cose, un incremento significativo delle alberature rispetto alla proposta iniziale. Non ci siamo limitati ad ascoltare: abbiamo recepito proposte e ottenuto modifiche. È difficile, quindi, accettare lezioni di partecipazione da chi ha scelto di non utilizzare nessuno degli strumenti messi a disposizione e oggi preferisce contestare dalla piazza un Piano al quale non ha mai contribuito.
C'è poi una questione fondamentale sulla quale mi pare si faccia parecchia confusione: il PUA oggi in discussione riguarda la parte dell'ex Lanerossi di proprietà privata, non quella comunale. Parliamo di un investimento privato, sul quale l'amministrazione ha lavorato per ottenere il massimo beneficio possibile per la città, conciliando le esigenze della proprietà con l'interesse pubblico. Non stiamo discutendo della destinazione dell'intero comparto ex Lanerossi e sarebbe bene che questo fosse chiaro a chi interviene nel dibattito.
La parte di proprietà comunale seguirà invece un percorso distinto, che prevederà il coinvolgimento diretto della cittadinanza. Come indicato nel nostro programma elettorale, avvieremo un processo di progettazione partecipata per definirne la rigenerazione, le funzioni e le prospettive di sviluppo. Saranno coinvolti cittadini, associazioni e realtà del territorio. È un impegno che intendiamo mantenere. Ma non si possono confondere due ambiti diversi, con proprietà e percorsi progettuali differenti, per poi accusare l'amministrazione di non voler coinvolgere i cittadini».
Il sindaco interviene quindi sulle accuse di cementificazione, uno dei temi sollevati durante la protesta.
«Anche su questo punto siamo di fronte a una rappresentazione che non corrisponde ai contenuti del progetto. Il Piano prevede di eliminare almeno due ettari di superfici oggi pavimentate. Parliamo di due ettari di cemento in meno, non in più. Sono previste la bonifica totale dell'area, il recupero di superfici permeabili, con benefici anche sotto il profilo idraulico, e la realizzazione di un vero parco urbano a disposizione della città. Per i parcheggi è stata introdotta la previsione dei parcheggi semipermeabili, nonché dotati di alberatura ed è stato preservato il filare di tigli su via XX Settembre e raddoppiato il filare alberato sul prolungamento di via Rossi per valorizzare l'accesso all'area pubblica ed in particolare alla centrale termoelettrica. A questo si aggiunge l'incremento delle alberature ottenuto grazie alle osservazioni presentate. Mi chiedo allora su quali elementi si basi chi continua a parlare di cementificazione indiscriminata.
Inoltre, si continua ad agitare lo spettro dell'ennesimo centro commerciale, ma anche in questo caso basterebbe leggere il progetto. È previsto un punto vendita alimentare con una superficie inferiore ai 2.500 metri quadrati, in alternativa all'attuale supermercato di via XX Settembre. Parliamo di un servizio di prossimità collocato in centro, non di una nuova grande struttura commerciale che si aggiunge a quelle esistenti.
Quello che trovo più discutibile è la contraddizione tra le accuse rivolte all'amministrazione e il comportamento di chi le formula. Arcadia denuncia una partecipazione negata, ma non ha presentato una sola osservazione. Denuncia nuovo cemento, ma ignora che il progetto prevede di eliminarne almeno due ettari. Viene spontaneo chiedersi se l'obiettivo sia davvero migliorare il progetto oppure alimentare una polemica contro l'amministrazione.
Nessuno mette in discussione il diritto di manifestare, né pretendiamo che tutti condividano le nostre scelte. Le critiche sono legittime, purché si parta da informazioni corrette. Quello che non accettiamo è che mesi di lavoro, incontri e approfondimenti vengano liquidati con slogan e accuse generiche da chi non ha nemmeno provato a contribuire quando ne aveva la possibilità.