Descrizione
Nel 2026 ricorre il centesimo anniversario dell'inaugurazione del Sacello Ossario del Pasubio, avvenuta il 29 agosto 1926 alla presenza del Re Vittorio Emanuele III.
In occasione di questo anniversario, l'Associazione Fortemaso, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Schio, organizza la mostra "Il Segno della Memoria", in programma presso Palazzo Toaldi Capra, a Schio, dal 5 al 19 giugno 2026.
L'esposizione ripercorre la storia e la realizzazione del Sacello, con particolare attenzione alle figure che ne furono protagonisti: l'architetto Ferruccio Chemello, autore del progetto, gli artisti Tito Chini e Umberto Bellotto, autori delle decorazioni interne e Alfredo Ortelli, autore del manifesto dell’inaugurazione.
Chemello progettò il Sacello a titolo gratuito, dopo la perdita del figlio caduto sul Monte Ortigara durante la Prima Guerra Mondiale. Il Sacello del Pasubio fu il primo ossario privato in Italia, di proprietà della Fondazione 3 Novembre 1918, concepito per raccogliere le spoglie dei soldati provenienti dai cimiteri militari del massiccio del Pasubio.
Il percorso espositivo includerà riproduzioni dei disegni originali del progetto, conservati presso la Biblioteca Civica di Schio, delle decorazioni di Tito Chini e Umberto Bellotto e alcuni oggetti personali appartenuti alla famiglia Chemello. Saranno inoltre proiettate fotografie d'epoca delle fasi costruttive, affiancate da versioni delle stesse immagini restaurate e colorizzate con tecniche di intelligenza artificiale.
Nell'ambito delle iniziative per il centenario, sabato 6 giugno 2026 alle ore 18.00, presso il Teatro Astra di Schio, si terrà la conferenza-dibattito "Il Prezzo della Pace", con la partecipazione del giornalista e storico Paolo Mieli e del Generale di Corpo d'Armata Amedeo Sperotto. L'incontro affronterà il tema dei conflitti nella storia contemporanea e delle condizioni della pace nel mondo attuale. L’ingresso è libero con offerta responsabile.
I documenti riprodotti ed esposti appartengono alla Biblioteca civica di Schio, alla Fondazione 3 Novembre 1918 e alla Raccolta Cibin Gori.
L'evento è realizzato con il patrocinio della Regione del Veneto, della Provincia di Vicenza, dei Comuni di Schio e Valli del Pasubio, dei Musei Altovicentino, del MeVe, della Fondazione 3 Novembre 1918 e della Croce Nera d'Austria.
Commenta l'assessore alla Cultura, Marco Gianesini: “È stato il direttore dalla biblioteca, Paolo Sbalchiero, a ricordarmi che la nostra biblioteca possiede i disegni originali del progetto per la realizzazione del Sacello Ossario del Pasubio e, su richiesta dell’Associazione Fortemaso – che ringrazio per aver promosso e costruito questo progetto con rigore e passione, unitamente a tutti i soggetti - la Fondazione 3 Novembre 1918, la Biblioteca Civica, i Comuni, la Regione - è nata l’idea di questa mostra che aprirà i battenti a Palazzo Toaldi Capra. Si è voluto restituire alla città la complessità e la bellezza di quella storia: i disegni originali del progetto, le decorazioni di Tito Chini e Umberto Bellotto, le fotografie delle fasi costruttive restituite alla luce con le tecnologie del presente
E anche l’occasione per ricordare l’architetto Ferruccio Chemello, che, con il titolo di architetto ingegnere, prima di intraprendere la libera professione, lavorò nello studio di Carlo e Giovanni Letter a Schio. Al Pian delle Fugazze progettò insieme a Giovanni Letter l’Albergo Dolomiti, primo grande albergo alpino del Veneto in stile “Liberty montano” e l’Oratorio di San Marco per poi realizzare l’opera che gli diede maggiore notorietà, l’ossario del Pasubio primo dei 4 grandi sacrari che campeggiano nello stemma della Provincia di Vicenza”.