Descrizione
«Il Centro comunale di raccolta di via Cazzola è completato, collaudato e pienamente idoneo all’apertura. Le ragioni del ritardo non sono legate a carenze progettuali o a problemi strutturali dell’opera, ma a un confronto tecnico–gestionale tuttora in corso con il soggetto gestore AVA – Alto Vicentino Ambiente».
È quanto ha chiarito in Consiglio comunale l’assessore all’Ambiente Alessandro Maculan, rispondendo alla domanda di attualità presentata dal consigliere Giovanni Battistella sull’apertura del nuovo Centro comunale di raccolta di via Cazzola, inaugurato a inizio dicembre.
Maculan ha ricostruito in modo puntuale l’intera vicenda, richiamando la cronologia dei rapporti tra Comune e AVA, società incaricata della gestione dell’impianto. «Durante tutta la fase di progettazione – ha spiegato – AVA è stata costantemente coinvolta: i documenti progettuali sono stati trasmessi e condivisi, alcune osservazioni sono state recepite e vi sono stati numerosi incontri tecnici, sia in fase progettuale sia durante l’esecuzione dei lavori. Non si è quindi mai operato unilateralmente».
A ridosso dell’apertura, inizialmente fissata per il 9 dicembre 2025, AVA ha sollevato per la prima volta dubbi legati al tema della prevenzione incendi, nonostante l’impostazione progettuale fosse già nota e condivisa. «Dopo un confronto con i Vigili del Fuoco – ha ricordato l’assessore – è stato chiarito che, nel rispetto del progetto approvato e dei quantitativi di rifiuti previsti, il Centro non è soggetto a SCIA antincendio. Questa interpretazione è stata formalmente attestata dai tecnici comunali e dal professionista antincendio incaricato».
Secondo l’amministrazione comunale, le successive perplessità avanzate da AVA si fondavano su valutazioni non corrette, in particolare sull’inclusione, nel calcolo dei quantitativi, di aree non ricomprese nel perimetro autorizzato del CCR, come l’area H24 e su ipotesi gestionali diverse da quelle previste dal progetto approvato.
«Pur in questo contesto – ha sottolineato Maculan – il Comune ha mantenuto un atteggiamento collaborativo e responsabile, arrivando a proporre soluzioni operative transitorie che avrebbero consentito comunque l’apertura del Centro nei tempi concordati, senza mai ridurre i livelli di sicurezza».
Parallelamente, sul piano amministrativo e tecnico, il Comune ha completato tutti gli adempimenti di propria competenza: conclusione formale dei lavori; rilascio del certificato di regolare esecuzione; attestazione dell’agibilità dell’impianto; approvazione in Giunta e trasmissione ad AVA del disciplinare di gestione, che definisce in modo chiaro ruoli, responsabilità e modalità operative.
«Il Centro è completo, conforme e pronto all’utilizzo – ha ribadito l’assessore –. Eventuali ulteriori prescrizioni legate alla sicurezza dei lavoratori, all’organizzazione interna del servizio o alle procedure gestionali rientrano nella responsabilità esclusiva del gestore, non della proprietà dell’impianto, che ha assolto integralmente a tutti gli obblighi previsti».
Sul fronte dei finanziamenti, Maculan ha poi rassicurato il Consiglio: «Non esiste alcun rischio di perdita dei fondi PNRR. La data prevista per il fine lavori entro il 31 dicembre 2025 è stata pienamente rispettata. La rendicontazione è fissata per il 2026 inoltrato».
Infine, l’assessore ha chiarito che l’eventuale revisione dei rapporti con AVA non compromette la continuità del servizio: «Il Comune ha già comunicato che, in assenza di apertura entro fine anno, tutti i servizi attualmente attivi resteranno garantiti. L’ente sta inoltre valutando, se necessario, forme alternative di gestione, incluso l’affidamento diretto, come già comunicato all’attuale gestore dei servizi.
Il nuovo Centro comunale di raccolta è un’opera strategica per la città, realizzata anche grazie alle risorse del PNRR. L’amministrazione ha operato con correttezza, trasparenza e responsabilità. Il nostro obiettivo resta quello di aprire l’impianto nel più breve tempo possibile, assicurando sicurezza, continuità del servizio e piena tutela dell’interesse pubblico».