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Introduzione:
Il
Patrimonio industriale
La Civiltà Industriale a Schio
L'itinerario
da percorrere a piedi o in bicicletta
tempo previsto: circa due ore
Questo itinerario urbano ci conduce ad esplorare le principali testimonianze dell’intento industriale e sociale di Alessandro Rossi nella Città e di quanto lasciato nel tempo dagli uomini legato al loro lavoro.
Il percorso inizia nell’antico centro cittadino, Piazza Alessandro Rossi, dove sorge imponente il Duomo; una salita alla chiesa permette di ammirare l’affascinante anfiteatro costituito dall’altipiano del Tretto e dalle Prealpi vicentine.
Ai piedi del Duomo sorge la statua del tessitore modello, l’Omo dedicato dal Rossi ai suoi tessitori.
Si prosegue verso la contigua Piazzetta Garibaldi e si imbocca
subito Via Pasini; dopo circa 100 m si gira a destra per via
Pasubio (era Sareo). Mentre proseguiamo su Via Pasubio è possibile
osservare lungo il lato destro (dopo il cinema Sociale) il palazzo settecentesco
dove abitava N. Tron, sede poi del Municipio ed ora Istituto musicale.
Dopo ancora 200 m si giunge nel centro dell’attività produttiva
ottocentesca dove si ammirano le testimonianze industriali più significative.
Il primo opificio che possiamo osservare è il Lanificio
intitolato a Giovanni Battista Conte
(1757) che si trova nell’incrocio tra Via Pasubio e via XX Settembre;
Conte procurava la materia prima agli artigiani della zona e successivamente
divenne egli stesso imprenditore.
Tornando su Via Pasubio ci si dirige verso ovest per avvicinarsi
al Lanificio
Francesco Rossi
e l’attigua
Fabbrica Alta. La nascita
del Lanificio F. Rossi (1817) e gli sviluppi successivi sono stati un’esperienza
di tale portata da condizionare lo sviluppo sociale, economico ed architettonico
locale con riscontri successivi anche a livello europeo.
Di là del portico d’ingresso si nota maestosa la Fabbrica
Alta unita in senso ortogonale rispetto al precedente edificio
e sicuramente d’elevato impatto sociale ed urbanistico nel contesto territoriale
dell’Ottocento.
Durante la fase di rinnovamento promossa da Alessandro Rossi si assiste anche
alla sistemazione dell’area di fronte al Lanificio F. Rossi, il futuro
Giardino
Jacquard.
Sul lato destro del giardino osserviamo il Teatro
Jacquard che si estende verso la parte posteriore del parco.
Dopo questa pausa d’evasione romantica dirigiamoci verso il centro cittadino
e, all’incirca 150 metri dopo sul lato sinistro della strada notiamo a
ridosso di alcune alte piante l’Asilo d’Infanzia intitolato
ad A. Rossi; nel 1872 infatti, lo stesso acquista un terreno precedentemente
occupato da fabbricati per costruirvi un asilo a favore dei figli dei suoi operai.
I lavori affidati ad Antonio Caregaro Negrin sono velocemente conclusi con la
realizzazione di un edificio di circa 1200 mq con un corpo centrale ad un piano
e le due ali laterali a due piani. La scuola sarà modificata nove anni
dopo per accogliere le esigenze della popolazione scledense in costante aumento;
con l’aggiunta di due piani al corpo centrale l’edificio fu in grado
di accogliere ben 500 bambini.
Da segnalare l’incisione posta sopra l’ingresso “in puero
spes”, a dimostrazione della grande fiducia che il committente riponeva
nelle giovani generazioni.
Di fronte all’asilo imbocchiamo Via XX Settembre e la
percorriamo fino a giungere in Via Pietro Maraschin, asse principale
del Nuovo
Quartiere Operaio il quale si estende fino al torrente Leogra;
l’attuale Via P. Maraschin fino al 1937 terminava con l’Asilo di
maternità (ora demolito), il quale segnava il limite nord del quartiere.
Su Via Maraschin fanno da cornice le architetture dei villini più signorili
dalla casa del capofilanda, ora Giuli al Villino
di Giovanni Rossi (ex sede dell’ufficio imposte).
Nonostante le manomissioni con nuove costruzioni, una visita al quartiere si
rivela molto interessante per comprendere la novità urbanistica e l’organicità
delle strutture.
Ci avviamo a concludere il percorso osservando dapprima il Teatro
Civico
che si affaccia anch’esso su Via Maraschin.
Pochi metri più avanti in direzione della stazione ferroviaria scorgiamo
l’ex Asilo infantile e Scuole elementari comunali femminili, (ora Liceo
Artistico). Eretti nel 1876 questi edifici dovevano portare a compimento
quella serie di edifici destinati all’educazione dei giovani. I progettisti
E. Pergameni e G.B. Saccardo (ingegneri del Lanificio) prevedevano una struttura
articolata in due settori distinti per i bambini dell’asilo e per quelli
delle elementari
Alla fine del grande viale Maraschin, di fronte alle scuole appena citate fu
costruita tra il 1879 e il 1880 la Chiesa dedicata a Sant’Antonio
Abate; la sua ubicazione, proprio all’ingresso principale
del villaggio, crea un collegamento tra la vecchia Schio attraverso Via Pasini
e la Nuova Schio attraverso Via Maraschin.
A cura
di Stefania Torresan - Servizio Sport Turismo
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