L’edificio era inizialmente destinato ad abitazione
per il custode, stalla, magazzino, ma subì una trasformazione nel 1869
divenendo una sala teatrale polivalente capace di accogliere 800 persone. La facciata in stile lombardesco è arricchita da dodici medaglioni, che rappresentano illustri personaggi scledensi. Orientando lo sguardo verso sinistra si è catturati dalla serra a forma concava che sembra quasi essere un sipario che cela il ninfeo retrostante; tutta l’area posteriore è caratterizzata da un sistema di grotte, brevi camminamenti e gradinate, balconi belvedere e popolata da figure mitologiche. La precisa collocazione di questo giardino - con la sua ricchezza d’essenze vegetali anche esotiche, trova armonico inserimento tra il vecchio centro storico della città e l’area di sviluppo degli opifici nei pressi della Roggia. In questo splendido giardino romantico – che oggi risente un po’ della poca manutenzione – fu collocata nel 1899 una statua di bronzo dello scultore milanese Achille Alberti che rappresenta Alessandro Rossi in età avanzata.
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