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Sguardi Incrociati: Incontri con la Scuola

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SGUARDI INCROCIATI: PERCORSI CON LA SCUOLA

Idee per un PROGETTO di EDUCAZIONE ALL’IDENTITA’ DI GENERE

IL PERCHE’ DI UN PROGETTO
Allo Sportello Donna si è negli anni maturata la consapevolezza che molte situazioni di disagio femminile e familiare derivano da una non sufficiente consapevolezza che molte donne hanno, e specularmente molti uomini, rispetto alla dimensione di genere e al ruolo che come persone sessuate possono avere all’interno delle relazioni familiari. L’esigenza è quella di proporre momenti di approfondimento nelle scuole superiori per poter prevenire comportamenti non sani che in futuro potrebbero coinvolgere le ragazze e i ragazzi all’interno delle relazioni familiari. Approfondimento che verte sulla definizione e consapevolezza del proprio genere e del rapporto che si può instaurare con il partner o con i colleghi di lavoro in situazioni di vita comune.
Tutto ciò con l’obiettivo di prevenire situazioni di maltrattamento, violenza e mobbing lavorativo.

Con il progetto si vuole fornire ai ragazzi la possibilità di riflettere sulle differenze di genere e sul rapporto che essi vivono con gli altri in rapporto al genere.
Verranno affrontati i temi dell’identità di genere, le differenze fra i generi maschile e femminile, le relazioni che in base al genere di appartenenza si instaurano fra i ragazzi, visitando anche le relazioni di genere fra le generazioni. Si analizzerà la posizione individuale rispetto al ruolo e agli stereotipi che a tale ruolo la società propone. Per arrivare alla consapevolezza del proprio ruolo, del limite che tale ruolo propone e quindi ai possibili casi di violazione che vengono percepiti.

METODOLOGIA
Verrà proposto un percorso che partendo dall’esperienza personale intende arrivare all’esperienza nelle relazioni interpersonali e nella società. Tutto ciò attraverso una metodologia attiva che coinvolgerà i ragazzi attraverso giochi e simulazioni, con successivi momenti di riflessione sulle esperienze fatte.

PARTECIPANTI
Il percorso verrà proposto a due classi dei due istituti che lavoreranno assieme ed in alcuni momenti separati, proprio per valorizzare e favorire la riflessione sull’appartenenza di genere

SGUARDI INCROCIATI
Percorso sull’identità di genere.

1° incontro:
Genere e ruolo

  • conoscenza dei due gruppi
  • visione di spezzoni di film su ruoli donna
  • lavoro di gruppo
  • emergere stereotipi sul ruolo

2° incontro
La percezione sessuata di sé: io maschio, io femmina

  • introduzione con letture
  • lavoro individuale: come mi percepisco io, come mi percepiscono gli altri
  • lavoro di gruppo
  • confronto in grande gruppo

3° incontro
Comunicare: differenze di genere

  • Lettura stimolo
  • Teorizzazione su comunicazione: cosa la facilita, cosa la rende difficoltosa
  • Lavoro a due sulla comunicazione e l’ascolto
  • In piccolo gruppo risposta alle seguenti domande:
  • come ti sei sentita/o nel raccontare all’altra/o?
  • come ti sei sentita/o nell’essere ad ascoltata/o dall’altra/o?
  • quanto sei sentita/o riuscita/o ad ascoltare l’altra/o?
  • ti sei trovata/o meglio nel raccontare o nell’ascoltare?
  • In assemblea ricerca degli stereotipi sui diversi modi di comunicare dovuti al genere di appartenenza

4° incontro
Lavoro sugli stereotipi che ci sono su chi maltratta e su chi subisce il maltrattamento

  • breve teorizzazione su violenza e maltrattamento
  • lavoro individuale e di gruppo su schede per confrontare idee e percezioni rispetto al fenomeno
  • intervento teorico sui dati che ci descrivono il fenomeno, per avviare un
  • confronto dibattito su quanto la percezione si avvicina o si allontana dalla realtà

DEFINIZIONI:

Violenza

Azione volontaria, esercitata da un soggetto su un altro, in modo da determinarlo ad agire contro la sua volontà:
v. assoluta (o materiale), se la resistenza del soggetto è totale;
v. morale, se è relativa e basata sul timore di chi la subisce;
v. fisica, se attuata come costrizione materiale;
v. carnale, il reato di chi impone ad altri con la forza un rapporto sessuale;
v. privata, il reato che consiste nel costringere altri a fare, tollerare o omettere

Maltrattamento

Crudele imposizione di prove avvilenti o dolorose; atto di arroganza, prepotenza, violenta sopraffazione (nei casi più gravi può costituire reato).

Teorizzazione sui vari tipi di violenza (dr. Maria Stocchiero)

Si può considerare violenza ogni abuso di potere e controllo che si manifesta attraverso il sopruso fisico, sessuale, psicologico, economico. Questi diversi tipi di violenza possono presentarsi isolatamente, ma spesso sono combinati insieme, in modo che una forma di controllo apra le porte all'altra. Ciò accade soprattutto quando la donna conosce chi le usa violenza ed è legata a lui da un rapporto affettivo (il partner, il padre, l'amico di famiglia...).
Anche nelle aggressioni subite da estranei tuttavia la violenza fisica si può accompagnare a minacce, umiliazioni, limitazione della libertà di movimento.

Vengono così descritti i vari tipi di violenza:

  • Violenza fisica: ogni forma di violenza contro la donna, il suo corpo e le sue proprietà. Le aggressioni possono essere evidenti (spinte, calci, pugni...), ma a volte sono più sottili, si rivolgono a qualcosa a cui la donna tiene (animali, oggetti, i suoi vestiti...), ai mobili della casa, a qualcosa che le è necessario (i documenti, il permesso di soggiorno). Sono dimostrazioni di forza o di crudeltà.
  • Violenza psicologica: ogni mancanza di rispetto che offende e mortifica la dignità. L’uomo critica la donna costantemente, la umilia, la rende ridicola davanti agli altri, la insulta.…; la segue, controlla i suoi spostamenti...; le impedisce di vedere i suoi amici o i suoi familiari...; minaccia di fare del male a lei o alla sua famiglia...; a volte minaccia di fare del male a se stesso, o di uccidersi, se le cose non vanno come vuole.
  • Violenza sessuale: ogni forma di coinvolgimento in attività sessuali senza il consenso della donna. Contrariamente a quanto si pensa la maggior parte delle violenze sessuali è opera di persone conosciute. Ex partner, amici, vicini di casa, colleghi con i quali esiste un rapporto e che si sentono autorizzati a non rispettare i "no" delle donne, in qualunque momento essi vengano pronunciati. Anche nella coppia, la legge ormai riconosce come atto violento un rapporto sessuale senza il consenso della donna. Perché ci sia un abuso non è necessario che avvenga un rapporto fisico: anche essere forzata ad assistere è violenza. Quando la violenza riguarda le bambine e i bambini, spesso inizia con dei "giochi", che coinvolgono sempre di più la sessualità, anche in modo indiretto.
  • Violenza economica: ogni forma di controllo sulla autonomia economica della donna In questi casi l’uomo sabota i tentativi di lavorare o trovare un lavoro, non permette alla donna di avere un conto corrente, la tiene all'oscuro delle entrate familiari, le chiede di firmare documenti senza darle delle spiegazioni, si appropria dei suoi averi.

Un fenomeno molto diffuso è la violenza domestica o maltrattamento familiare. Per violenza domestica si intendono quelle violenze che accadono generalmente all’interno della casa e vengono agite da persone con cui normalmente si convive. Nella maggior parte dei casi gli autori di tali violenze sono uomini, padri, mariti, fidanzati, conviventi, ex partner, fratelli, figli.
La violenza domestica è la combinazione di violenza fisica, sessuale, psicologica, economica e a volte spirituale. Tali violenze vengono usate per controllare le azioni della donna. Frequentemente gli episodi di violenza si ripetono nel tempo e tendono ad assumere forme di gravità sempre maggiore.

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