Comune di Schio
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In occasione della Mostra Mercato delle Orchidee del 12 e 13 giugno 2010 (clicca qui per il programma) sarà inaugurato ufficialmente il Giardino Jacquard con visite guidata anche in spazi fino ad oggi mai esposti al pubblico...e il 12 giugno sera spettacolari giochi di luce!
A partire dal 1860 - durante la fase di rinnovamento promossa da Alessandro
Rossi - si assiste anche alla sistemazione dell’area di fronte al Lanificio
Francesco Rossi che fu trasformata in uno splendido giardino tardoromantico.
Questo luogo che naturalmente presenta un dolce pendio verso il colle, è trasformato
e abbellito dal 1864 al 1878 circa; erano infatti presenti in questa superficie
strutture funzionali al vicino opificio come asciugatoi e stenditoi per i
panni lana e l’antica Tessitura Jacquard (l’originario lanificio di N. Tron).
La tessitura fu sostituita con la “Tettoia per gli operai” realizzata dall’ing.
Pergameni e ancora visibile rispetto all’elegante cancellata d’ingresso.
Tale elegante angolo verde è opera dell’architetto Antonio Caregaro Negrin
il quale ha saputo abilmente inserire nuovi elementi a quanto già esistente
nel contesto: le due case d’angolo rivolte verso l’attuale Via Pasubio, la
torretta ottagonale con tetto a pagoda e la cinquecentesca chiesetta di San
Rocco; la torretta chiudeva un tempo la tessitura ed era destinata a contenere
i “pisciatoj” in base all’usanza di utilizzare l’urina nel processo di lavorazione
della lana per la sua forte percentuale di ammoniaca. Fu trasformata poi in
torre uccelliera seguendo i canoni tradizionali della villa rurale veneta.
Altro elemento significativo del giardino è la sinuosa serra ad esedra che
fa da sipario a tutta la parte posteriore del giardino: il misterioso ninfeo,
il sistema di grotte, i gardini pensili e il belvedere. Il giardino Jacquard
con il suo originale eclettismo e la ricchezza di essenze arboree è davvero
un interessante espressione della cultura veneta ma anche europea di fine
Ottocento.
L’edificio che limita la parte destra del giardino - un tempo abitazione per
il custode, stalla, magazzino - fungeva da supporto all’attività produttiva
del Lanificio Rossi. Dopo il 1860 fu trasformato in un Dopolavoro con scuola
serale, sala prove per la banda, biblioteca circolante ed inoltre fu realizzata
un’importante sala teatrale polivalente in grado di accogliere ottocento persone.
La facciata laterale è arricchita da dodici medaglioni in terracotta, dovuti
a G.B. Boni che rappresentano illustri personaggi scledensi che hanno fatto
la storia della Città.
Con Delibera di Consiglio Comunale n. 92 del 4/11/2009 il Comune di Schio ha acquisito il compendio immobiliare "Giardino Jacquard" mediante esercizio del diritto di prelazione:
La sua acquisizione da parte del Comune, e dunque da parte di tutti i cittadini scledensi, rappresenta insieme un traguardo per il valore culturale intrinseco del bene e per i valori umani e storici che tale monumento rappresenta per l'intera cittadinanza. Nello stesso tempo rappresenta un punto di partenza per riconsegnare alla città uno spazio da valorizzare sia con iniziative di recupero, di restauro e di rifunzionalizzazione del complesso, sia con iniziative e con eventi legati agli aspetti storici dell'archeologia industriale e dei giardini ottocenteschi.
Il giardino sarà recuperato integralmente, compresa la serra, il torrino e la grotta con il Ninfeo, e sarà inserito nelle visite guidate nell'ambito dell'iniziativa “i Percorsi dell'Archeologia Industriale” già attivi da più lustri ed ora gestiti dal Comune. Ma diverrà anche luogo simbolo delle diversità arboree e floristiche presenti, quasi un orto botanico, attraverso attività laboratoriali ed espositive aperte a tutta la città.
L'ex spaccio verrà recuperato per finalità socio-culturali, anche rivolte ai bambini, mentre l'edificio che contiene in parte il dismesso Teatro Jacquard sarà destinato a finalità sociali culturali e per il tempo libero delle famiglie, ad incontri culturali e formativi e ad altre attività sempre di carattere pubblico.