Una vasta
area di Schio di circa 152.000 mq a sud-ovest del primitivo centro urbano è
occupata dallo storico Nuovo Quartiere Operaio costruito negli ultimi decenni
del 1800, e precisamente dal 1872 al 1890.
Il committente Alessandro Rossi intendeva attuare un piano
urbanistico e sociale per soddisfare le sentite esigenze abitative di molti
lavoratori che si trasferivano in città; si era già tentato di
risolvere la questione delle abitazioni con la costruzione di un edificio detto
“il palazzon” (1865-’71) situato accanto all’opificio
centrale di Via Pasubio, dimostratosi ben presto insufficiente alle esigenze
della nuova comunità.
Il progetto iniziale dell’architetto A. Caregaro Negrin
prevedeva la costruzione di residenze circondate da verde con strade e viali
ad andamento curvilineo e sinuoso. A tale pianificazione si preferì uno
sfruttamento più razionale del terreno e fu pertanto costruito con organizzazione
spaziale rigorosa e sistema viario ad assi rettilinei ed ortogonali. Le abitazioni
erano divise in quattro classi: case di prima e seconda classe per tecnici e
dirigenti, unifamiliari e perlopiù allineate lungo il viale maggiore
(attuale Via P. Maraschin), seguono le abitazioni di terza e quarta classe localizzate
nella parte più interna del villaggio e destinate agli operai (significativa
per questa tipologia è via A. Fusinieri). Oltre agli edifici residenziali
il Quartiere doveva ospitare altri servizi a favore degli abitanti, ad esempio
la Scuola elementare, i bagni pubblici, il lavatoio, la ghiacciaia etc. Nel
piano esecutivo il progettista fu affiancato da un gruppo d’ingegneri
del Lanificio Rossi. Il numero massimo di abitanti si ebbe nel 1890 con 1543
abitanti, e più di 200 unità abitative.
Nel corso nel 1900 sono stati fatti numerosi interventi con nuove costruzioni
ed altri per ricavare annessi, snaturando l’insieme architettonico; dal
1990 è stato positivamente stabilito un piano di riqualificazione che
pone dei vincoli architettonici per quanto riguarda il restauro.