1040 contratti dal 1999 dei quali 784 negli ultimi tre anni
e 234 nel 2009. Ad inquilini e proprietari l'affitto concordato piace e conviene.
Per questo non solo viene
rinnovato l'accordo triennale che ne fissa
i parametri ma viene anche
ampliato il territorio comunale su cui questo
tipo di soluzione può essere applicata, con circa 240 abitazioni in più
nella zona industriale e montana. È questa la principale novità
del nuovo accordo firmato nel municipio scledense per i contratti concordati,
ossia quelli che prevedono un canone di locazione calmierato e calcolato sulla
base della localizzazione e della tipologia dell'immobile affittato. Il documento
conferma le importanti agevolazioni fiscali per entrambi i contraenti: dalla
riduzione dell'Ici dal 7 al 4 mille ad
importanti detrazioni Irpef.
Il nuovo accordo è stato firmato dai rappresentanti delle organizzazioni
degli inquilini (Sunia, Uniat, Coniav e Sicet) e dei proprietari edilizi (Confedilizia
e Uppi) alla presenza del sindaco Luigi Dalla Via.
A differenza di quelli a canone libero, i contratti d'affitto concordati prevedono
un canone di locazione calmierato e calcolato sulla base di alcuni parametri
oggettivi, come la localizzazione il territorio comunale è
stato suddiviso in
cinque fasce - e la tipologia dell'immobile affittato.
Con la conseguenza concreta che normalmente il canone concordato è inferiore
di quello libero. Un vantaggio che va a sommarsi ad una serie di benefici e
agevolazioni. Per i proprietari è stabilita la riduzione dell'aliquota
Ici dal 7 al 4 permille (nel 2009 con 230 contratti si stima un risparmio complessivo
di circa 45 mila euro, ai quali sopperisce il Comune), del 30 percento
dell'imponibile per l'imposta di registro e del 40,5 percento del canone annuo
di locazione ai fini IRPEF, oltre a una minore durata dei contratti, con la
formula 3+2 anni anziché 4+4. Per gli inquilini, oltre alla possibilità
di un canone calmierato, le agevolazioni sono una riduzione del 30 percento
dell'imponibile per l'imposta di registro, una detrazione Irpef di 495,80 euro
se il reddito non supera i 15 mila 493 euro, o di 247,90 euro se non supera
i 30 mila 987 euro.
E che questa formula piaccia lo dimostrano i numeri: dal 1999 sono 1040 i contratti
concordati registrati a Schio, con un'impennata che si è fatta registrare
soprattutto dal 2004. Se prima di quell'anno erano stati depositati solo 21
contratti, tra il 2004 e il 2007 si è passati a 235 per arrivare ai 784
dell'ultimo triennio, da quando cioè è stato siglato l'accordo
oggi rinnovato. Dei 234 depositati nel 2009, 116 sono relativi ad abitazioni
in centro, 66 in centro storico e 52 nella zona intermedia.
Per poter ottenere le agevolazioni e la tutela della Commissione di Conciliazione
e di Congruità deve essere
depositata all'Ufficio Casa una copia del
contratto registrato con allegata la scheda di calcolo del canone. Il calcolo
può essere effettuato in modo semplice e rapido collegandosi alla
pagina
del Comune (clicca qui).