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Lunedì 7 luglio: una Messa per ricordare l'Eccidio

«Quando nel maggio del 2005 abbiamo firmato la Dichiarazione sui valori della concordia civica abbiamo preso un impegno: quello di mantenere viva, attraverso il riconoscimento del reciproco dolore, la memoria storica dei tragici avvenimenti dell'Eccidio di Schio e di riconfermare con ogni mezzo a nostra disposizione i valori di pace, giustizia e libertà che sono il fondamento della nostra Costituzione. Lunedì il Duomo ospiterà una messa per ricordare le vittime e partecipare al dolore ai familiari: è questo il solo e unico modo attraverso il quale possiamo veramente custodire la memoria di quell'esecranda e insensata pagina che per troppo tempo è stata una ferita nella coscienza civile della nostra comunità».
Con queste parole il sindaco Luigi Dalla Via ha lanciato ieri sera, in apertura del consiglio comunale, l'invito a tutti i cittadini, credenti e non credenti, a partecipare alla messa di lunedì 7 luglio alle 19 nel Duomo cittadino, ricordando la Dichiarazione sui valori universali della concordia civica siglata il 17 maggio del 2005 da parte dell’amministrazione comunale, dal Comitato familiari delle vittime dell’Eccidio di Schio e dalle Associazioni Partigiane A.N.P.I e A.V.L.
Come ogni anno la celebrazione è promossa dall’amministrazione comunale e dal “Comitato familiari delle vittime dell’Eccidio di Schio” per mantenere viva la memoria dei tragici avvenimenti accorsi nella notte tra il 6 e il 7 luglio del 1945, quando furono uccise 54 persone nell'allora carcere di via Baratto. «Quest'anno - continua Dalla Via – la messa assume un significato ancora più profondo perché ricorre il 60° anniversario della Costituzione, nei cui sacri e inviolabili valori trova forza e cemento il nostro cammino di pacificazione. Purtroppo ogni anno assistiamo ad un ignobile tentativo di strumentalizzazione politica di questo dolore e di questa ferita da parte di gruppi di stampo nazifascista. Un tentativo contro il quale non smetteremo di combattere: perché nulla ha a che fare con la nostra città; perché non riconosciamo a nessuno che pratichi ancora quell'ideologia la legittimità di parlare in nostro nome dei morti dell'Eccidio; perché abbiamo intrapreso, con un patto solenne, un vero cammino di pacificazione nel riconoscimento dei valori costituzionali».
Comune di Schio , 02/07/2008

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