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Diossine e furani nel latte: Schio è ok

Nella campagna attorno alla zona industriale non c’è alcuna particolare concentrazione di diossine. Proseguono le indagini sull’ambiente promosse dal Comune di Schio. E a pochi mesi di distanza dall’indagine realizzata dall’Arpav sul suolo, che aveva indicato l’assenza di inquinamento da metalli pesanti, questa volta ad essere monitorata dall’INCA (Consorzio Interuniversitario Nazionale “La Chimica per l’Ambiente”) è stata la presenza di diossine, furani e policlorobifenili nel latte vaccino. I risultati parlano chiaro: anche nella campagna più vicina alla zona industriale “tutti i valori riscontrati sono ampiamente al di sotto del limite del Regolamento della Comunità Europea 1881/2006”. E più precisamente il valore medio per diossine e PCB riscontrato a Schio è circa la metà di quello medio riscontrato in Italia con il Piano nazionale dei residui (circa 30 campioni di latte di diversa provenienza). Rispetto al Regolamento Comunitario del 2006 i valori medi sono sei volte inferiori al limite e rispetto alle Raccomandazioni Comunitarie sono circa un quarto del limite.
L’indagine ha infatti dimostrato che il latte prodotto dalle mucche che vivono e mangiano il foraggio nelle aziende più vicine alla zona industriale non è assolutamente di qualità inferiore di quello di un’azienda situata al Tretto, a 800 metri sul livello del mare. Il che significa non solo che il latte prodotto a Schio è sano, ma che anche nel suolo di quest’area, su cui gravitano traffico pesante attività produttive e inceneritore, non sono presenti particolari o significative concentrazioni di questi inquinanti, così come non lo sono nel resto del territorio. L’indagine dà continuità ad un’attività di monitoraggio e controllo che si è susseguita nel tempo e che ha dedicato una particolare attenzione alla zona industriale con analisi specifiche e ripetute come ad esempio il biomonitoraggio dell'inquinamento atmosferico con l'utilizzo di licheni epifiti realizzata nel 1988 e nel 1998 oppure il biomonitoraggio su api e cani attualmente in corso da parte dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.
«L’abbiamo sempre detto: il Comune di Schio sta dedicando la massima attenzione al controllo e al monitoraggio della qualità dell’ambiente che ci circonda, con particolare riferimento a tutte le possibili fonti di emissione inquinanti – sottolinea il sindaco Luigi Dalla Via – Questa non è la prima e non sarà neppure l’ultima delle tante indagini che stiamo facendo realizzare da diversi enti competenti sul nostro territorio. Finora non ce n’è stata una che non abbia dato risultati rassicuranti. E questo deve essere un motivo di serenità per tutti i cittadini. Se così non fosse, posso assicurare che sarei il primo, come amministratore e come padre di famiglia, ad essere preoccupato. Ma lo ripeto: tutti i dati sono altamente positivi e rassicuranti».
Nello specifico, l’indagine effettuata dall’INCA di Marghera si è basata su prelievi di campioni di latte da 4 diverse stalle, scelte perché alimentate in modo quasi esclusivo con il foraggio del territorio su cui sorgono: una, presa come riferimento, situata a nord della città a circa 800 metri sul livello del mare, due a sud della zona industriale e una a nord della z.i. Sui campioni sono state effettuate delle indagini specifiche relative a diossine e furani (PCDD/F) e ai policlorobifenili (PCB). Il latte è stato scelto non solo perchè rappresenta un indicatore importante dell’eventuale accumulo nell’ambiente di diossine e furani, ma anche perché l’assunzione di queste da parte dell’uomo avviene prevalentemente attraverso l’alimentazione.
«Si tratta di risultati più che rassicuranti che hanno un valore ancora più importante perché riguardano degli inquinanti sui quali si concentrava molta della preoccupazione dei cittadini e che i comitati ci chiedevano – sottolinea l’assessore all’ambiente Lorenzo Baiocchi – Naturalmente questo non vuol dire che il nostro impegno termina qui: stiamo infatti già attivando sempre con l’INCA un’indagine sull’aria relativa a diossine, furani e policlorobifenili mentre attendiamo per l’autunno i risultati dell’indagine di biomonitoraggio in corso di realizzazione da parte dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie».
Comune di Schio , 07/05/2008

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