Comune di Schio
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"Indagine di biomonitoraggio"
Realizzata da: Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie
Committenti: Comuni di Schio, Malo, Monte di Malo, Marano Vicentino, Santorso
e San Vito di Leguzzano
Periodo: In corso
"Campagna di caratterizzazione
delle polveri sottili nel Comune di Schio: idrocarburi policiclici aromatici,
metalli e altri analiti idrosolubili 2005-2006"
Realizzata da: ARPAV
Committente: Comune di Schio
Periodo di riferimento: 2005-2006
Conclusioni: "Per quanto riguarda gli Idrocarburi Policiclici Aromatici
(IPA), espressi come Benzo(a)Pirene, nel 2005 con una concentrazione media di
1.0 ng/m3 NON è stato superato l'"obiettivo di qualità dell'aria"
del DM 25/11/1994 pari a 1 ng/m3. Lo stesso limite è stato rispettato
nel 2006, con una concentrazione di 0.8 ng/m3. I confini tra le stazioni di
Schio (via Vecellio) e Vicenza (via Tommaseo) mostrano analoghi rapporti di
concentrazione tra i singoli congeneri IPA, con valori sistematicamente poco
più bassi a Schio, rispetto a Vicenza.
Il "valore limite annuale per la protezione della salute umana", fissato
dal DM 60/2007 a O.5 µg/m3 e relativo alla concentrazione in aria del
Piombo è stato rispettato sia nel 2005, con un valore medio di 0.0142
µg/m3 , sia nel 2006, con un valore medio di 0.0131 µg/m3.
Per quanto riguarda l'arsenico, il cadmio ed il nichel, volendo fare riferimento
alla Direttiva 2004/107/CE, anche se in vigore dal 28 settembre 2007, si osserva
che i limiti posti sia nel 2005 sia nel 2006 sarebbero stati rispettati
| 2005 | 2006 | limite | |
| Arsenico | 1.4 ng/m3 | 1.1 ng/m3 | 6 ng/m3 |
| Cadmio | 0.8 ng/m3 | 1.4 ng/m3 | 5 ng/m3 |
| Nichel | 2.9 ng/m3 | 4.8 ng/m3 | 20 ng/m3 |
"Determinazione del contenuto
in metalli pesanti nei suoli dei comuni di Malo, Marano, Monte di Malo, Santorso,
Schio e San Vito di Leguzzano"
Realizzata da: ARPAV
Commissionata da: Comuni
Periodo: marzo 2006-ottobre 2007
Conclusioni:
Antimonio Le concentrazioni riscontrate negli strati superficiali sono leggermente
superiori di quelle degli strati profondi, indice di presenza di lievi apporti
dall'esterno; nessun campione presenta valori superiori al limite di colonna
A del D. Lgs 156/06
Arsenico Le concentrazioni riscontrate negli strati superficiali sono sempre
più basse di quelle degli strati profondi, indice di un'origine naturale
dell'elemento nei suoli dell'area e di assenza di apporti dall'esterno
si può ritenere che non vi sia contaminazione.
Cadmio Le concentrazioni riscontrate negli strati superficiali sono leggermente
superiori di quelle degli strati profondi, indice di presenza di lievi apporti
dall'esterno. Nessun campione presenta valori superiori al limite di colonna
A del D. Lgs 156/06.
Cobalto Le concentrazioni riscontrate negli strati superficiali e profondi sono
praticamente uguali, indice di un'origine naturale dell'elemento nei suoli dell'area
e di assenza di apporti dall'esterno. I valori, dove sono più elevati,
sono spiegati dalla diversa composizione mineralogica dei materiali da cui si
sono originati i suoli nei diversi sistemi e quindi si può escludere
qualsiasi ipotesi di contaminazione.
Cromo Le concentrazioni riscontrate negli strati superficiali sono praticamente
uguali (media di 77 mg/kg) a quelle degli strati profondi se si esclude il punto
in cui sono stati rilevati valori anomali, indice di un'origine naturale dell'elemento
nei suoli dell'area e di assenza di apporti dall'esterno
Mercurio Le concentrazioni riscontrate negli strati superficiali sono leggermente
superiori di quelle degli strati profondi, indice di presenza di lievi apporti
dall'esterno; nessun campione presenta valori superiori al limite di colonna
A del D. Lgs 156/06.
Nichel Le concentrazioni riscontrate negli starti superficiali sono più
basse di quelle degli strati profondi , indice di un'origine naturale dell'elemento
nei suoli dell'area e di assenza di apporti dall'esterno.
Piombo Le concentrazioni riscontrate negli strati superficiali sono superiori
di quelle degli strati profondi in tutte le unità indagate, indice di
presenza di apporti dall'esterno, probabilmente per effetto di deposizione di
emissione dal traffico veicolare; due campioni degli strati superficiali presentano
valori di poco superiori al limite di colonna A del D. Lgs 156/06.
Rame Le concentrazioni riscontrate negli strati superficiali sono superiori
di quelle degli strati profondi in tutte le unità indagate, indice di
presenza di apporti dall'esterno con le normali pratiche agricole (trattamenti
antiparassitari e distribuzioni di reflui zootecnici); nessun campione presenta
valori superiori al limite di colonna A del D. Lgs 156/06.
Selenio Non sono stati riscontrati superamenti del limite di colonna A del D.
Lgs 156/06, tuttavia i valori superficiali risultano essere sempre superiori
rispetto ai valori profondi probabilmente per apporti esterni legati alle deposizioni
atmosferiche o alle pratiche agricole.
Stagno Tutti i campioni analizzati superano i limiti di legge di colonna A del
D. Lgs 156/06 con un valore minimo di 1,2 mg/kg e un valore massimo di 7,2 mg/kg,
non vengono invece mai superati i limiti di colonna B
Vanadio Le concentrazioni riscontrate negli starti superficiali e profondi sono
praticamente ugfuali, indice di un'origine naturale dell'elemento nei suoli
dell'area e di assenza di apporti dall'esterno.
Zinco Le concentrazioni riscontrate negli strati superficiali sono leggermente
superiori di quelle degli strati profondi, indice di presenza di lievi apporti
dall'esterno; 8 campioni superficiali e 4 profondi presentano valori superiori
al limite di colonna A del D. Lgs 156/06, ma si possono considerare dovuti al
fondo naturale e non a fenomeni di contaminazione.
"Biomonitoraggio dell'inquinamento
atmosferico con l'utilizzo di licheni epifiti come bioindicatori e bioaccumulatori"
Realizzata da: COGEV Scrl di Verona
Commissionata da: Comune di Schio
Periodo: 1998
Conclusioni: Dal confronto con la stessa indagine effettuata nel 1989, i risultati
indicano che la qualità dell'aria migliora progressivamente: circa il
93 percento del territorio è infatti compreso nelle fasce di qualità
dell'aria da discreta a molto buona. Nello specifico, è stato possibile
accertare che la situazione del centro storico risulta migliore rispetto al
passato e dimostra la tendenza in atto verso il miglioramento. Più complesso
il confronto dei dati relativi alla zona industriale dato lo sviluppo che questa
ha visto nel decennio intercorso tra le due indagini.
"Studio di Impatto Ambientale del termovalorizzatore
di Schio"
Realizzata da: Politecnico di Milano
Commissionata da: AVA
Periodo: 2007
Conclusioni: "Il contributo dell'impianto alla qualità dell'aria
dell'area è risultato decisamente trascurabile e ben lontano da quelli
che sono i livelli di qualità dell'aria previsti dalla normativa. I contributi
dell'impianto stimati per il mercurio e le diossine sono largamente inferiori
alle concentrazioni riscontrabili in aree caratterizzate rurali-urbani nel contesto
europeo e nazionale. Il contributo dell'inceneritore si può definire
assolutamente trascurabile anche per le diossine e il mercurio, in quanto, per
questi, il contributo dell'inceneritore è 1000-10000 volte più
basso dei livelli di fondo registrati in molte aree territoriali che sono prive
di specifici effetti industriali o di fonti analoghe. Nell'ambito dello studio
è anche stata effettuata un'analisi dei dati sanitari epidemiologici
pertinenti e disponibili sul territorio. Questa analisi ha potuto avvalersi
dell'esperienza e delle elaborazioni pregresse effettuate dal Servizio Epidemiologico
dell'Alto Vicentino (ULSS n. 4) relativamente ai territori dei comuni interessati
dall'area di studio. Dal momento che l'impianto di incenerimento è attivo
ormai da oltre un decennio, particolare rilevanza assumono le statistiche di
mortalità riportate e analizzate dal Servizio Epidemiologico. In base
a queste analisi, infatti, non è stato rilevato nessun nesso causale
in termini di mortalità rilevate nei territori oggetto dell'indagine,
che fossero potenzialmente riconducibili a patologie tipicamente connesse al
tipo d'inquinamento associato all'impianto di incenerimento. Le statistiche
di mortalità dell'ULSS n. 4 - che risentono fortemente dei comuni considerati
nello studio di impatto, rappresentando questi ultimi quasi il 60 percento della
popolazione totale dei 32 comuni riuniti nell'ambito dell'ULSS - sono infatti
allineate sia alle statistiche medie provinciali che a quelle delle altre ULSS.
È interessante sottolineare come le statistiche di mortalità legate
alle malattie dell'apparato respiratorio siano per questi comuni significativamente
inferiori alla media provinciale"