Gli studenti invadono un palazzo del centro storico con entusiasmo
e pura energia.
Sabato 22 e domenica 23 maggio Palazzo Toaldi Capra ospiterà
l'evento finale della Campus Company, il laboratorio teatrale rivolto agli studenti
del Campus promosso da Comune di Schio e Fondazione Teatro Civico. In programma
cinque repliche di "
Le realtà di Donchisciotte" uno
spettacolo che, sotto la direzione di
Andrea Pennacchi e Mirko Artuso,
è strutturato come un percorso itinerante di circa 30 minuti per 50 spettatori.
Le repliche sono in programma
sabato 22 alle 17, alle 18 e alle 19, domenica
23 alle 17 e alle 18. L'ingresso è libero ma con
prenotazione
obbligatoria presso la Fondazione Teatro Civico al numero verde 800.601171
o via mail all'indirizzo
info@teatrocivico.it
Protagonisti più di una trentina di ragazzi tra i 14 e i 19 anni che,
in sinergia da gennaio a maggio con l'attore padovano Andrea Pennacchi, hanno
dato corpo e forma al tema scelto per il laboratorio: il Don Chisciotte di Cervantes.
Il laboratorio, snodatosi attraverso momenti laboratoriali diversi, si è
posto come un vero e proprio work in progress nutrito dai numerosi talenti dei
ragazzi. Gli studenti con le loro doti artistiche, musicali, poetiche e di elaborazione
artistica dell'immagine hanno contribuito alla creazione dell'impasto teatrale.
Frutto del percorso esperienziale sarà quindi la restituzione teatrale
“Le Realtà di Donchisciotte”, la cui realizzazione ha avuto
la consulenza teatrale di Mirko Artuso.
Le attività della Campus Company rientrano nel più ampio progetto
“Volare Alto”, il grande serbatoio di educazione teatrale che il Comune
di Schio e la Fondazione Teatro Civico dedicano alle giovani generazioni.
Presentazione di Andrea Pennacchi
“Nel Don Chisciotte il rapporto tra fantasia e realtà è cruciale;
scritto in prigione da un Miguel de Cervantes a cui la realtà non aveva
dato moltissimo, il viaggio dell'hidalgo dalla trista figura ha generato empatia
in generazioni e generazioni di artisti, tra i quali Guccini, Orson Welles,
Arrabal, Pabst... diventando simbolo di volta in volta di qualcosa di diverso.
Cosa potrebbe rappresentare per un adolescente, e che cos'ha ancora da darci
questo ossuto archetipo? Che succederebbe se un giovane attore uscisse dallo
spazio teatrale e andasse a cercare la sua storia fuori, per le strade della
città, confondendo la sua immaginazione con la realtà?
Chi sarebbe il suo Sancho Panza, chi Ronzinante? Chi lo ostacolerebbe? Chi lo
aiuterebbe a uscirne sano e salvo?”